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Depressione post parto

Depressione post parto


La nascita di un figlio rappresenta il momento in cui si incontra il proprio bambino dopo i nove mesi dell’attesa. Dopo il parto, la neomamma può trovarsi a sperimentare sensazioni inaspettate: si pensa comunemente che la gioia sia l’unica emozione possibile ed immaginabile per l’arrivo del nascituro. Talvolta non è così. Può accadere di vivere altri tipi di emozioni tra cui, per esempio, tristezza, senso di insoddisfazione o ansia.

In base al tipo e alla gravità del vissuto della madre è possibile distinguere tra:

  • Maternity blues
  • Depressione post parto

Maternity blues

Si presenta generalmente tra il secondo e il quinto giorno dopo il parto. E’ un disagio molto frequente (si presenta nelle neomamme con una frequenza superiore al 50%) e si caratterizza per ansia, instabilità dell’umore, crisi di pianto, malinconia, senso di vuoto, insonnia e irritabilità. Tale disagio tende a svanire spontaneamente entro 10-15 giorni. In alcuni casi può trasformarsi in una depressione post parto.

Depressione post parto

Si caratterizza per il fatto che il disagio è più intenso e duraturo, con vari livelli di gravità. Colpisce il 10-15% delle donne determinando nella neomamma un profondo stato di sofferenza. I sintomi principali sono:

  • profonda tristezza
  • pianto
  • alti livelli di ansia
  • sensazione di perdita e abbandono
  • senso di fallimento ed inutilità
  • mancanza di entusiasmo, perdita di piacere e interesse
  • agitazione
  • eccessiva stanchezza
  • difficoltà di concentrazione
  • senso di colpa e vergogna
  • sentirsi sempre sotto pressione
  • alterazioni dell’appetito e del sonno
  • senso di inadeguatezza a rispondere alle richieste del bambino
  • preoccupazioni ingiustificate verso il bambino
  • disinteresse verso il bambino, che può essere avvertito come un peso
  • Fatica a provare emozioni nei confronti del neonato

Esistono fattori che possono influire sullo sviluppo di una depressione post parto: eventi di vita negativi durante l’anno precedente al parto, la qualità del rapporto di coppia, conflitti con la famiglia di origine, complicanze legate al parto, la giovane età, fattori di personalità, il fatto che la gravidanza non sia stata desiderata.

Come intervenire

In caso di disagio si può richiedere una consulenza per fare chiarezza sulla situazione e valutare se sia il caso di richiedere un sostegno per superare il periodo.

I famigliari possono aiutare tenendo in considerazione che la mamma deve dormire nelle stesse ore in cui dorme il neonato, seguire una dieta adeguata e non preoccuparsi della casa. Deve sapere di poter chiedere aiuto quando ne sente il bisogno senza timore del giudizio e se è stanca deve poter limitare le visite di cortesia nei giorni successivi al rientro a casa. Si può aiutare a livello pratico, contribuendo per esempio ai lavori domestici, e a livello emotivo cercando di far sentire il proprio supporto come comprensione di quanto sta accadendo.

Una donna può provare vergogna a confidare certi sentimenti, soprattutto se il contesto sociale circostante dà per scontato che una neomamma debba essere felice e desiderosa di stare con il neonato in ogni istante. In realtà, oltre a fare i conti con la stanchezza, l’adattamento ai ritmi del bambino e la riorganizzazione delle abitudini generali della vita quotidiana, l’arrivo di un figlio porta a rivedere la propria immagine di sé e spesso, per adattarsi alla maternità, serve tempo.

La nascita di un figlio rappresenta il momento in cui si incontra il proprio bambino dopo i nove mesi dell’attesa. Dopo il parto, la neomamma può trovarsi a sperimentare sensazioni inaspettate…